venerdì, 14 dicembre 2018
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Artemisia Gentileschi, Giaele e Sisara

Artemisia e il suo tempo: un viaggio nell’Italia del Seicento

Artemisia e il suo tempo: un viaggio nell’Italia del Seicento
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Roma, Firenze, Venezia, Napoli: visitare la mostra Artemisia Gentileschi e il suo tempo equivale a fare un viaggio attraverso queste grandi capitali del Seicento italiano, respirare l’aria delle loro corti, ammirando le opere dei principali artisti che le frequentavano.

Artemisia Gentileschi, Danae

La mostra, allestita a Palazzo Braschi a Roma, raccoglie circa 100 opere di Artemisia, del padre Orazio Gentileschi, e di vari altri pittori che influenzarono Artemisia o ne subirono in qualche modo le suggestioni. Un’occasione unica per conoscere a fondo la produzione di questa donna straordinaria, divenuta nel Novecento un’icona dell’emancipazione femminile, anche a causa della sua tormentata esperienza di vita.

Artemisia Gentileschi, Conversione della Maddalena

Artemisia e il suo tempo è un percorso attraverso i vari periodi (e i vari luoghi) della vita di Artemisia: si parte da Roma, dove debuttò nella bottega del padre e dove, giovanissima, fu sedotta da un amico di Orazio, Agostino Tassi.

Questa vicenda, e il processo contro Tassi che ne seguì, hanno segnato la vita di Artemisia ma ancor di più la sua fama nei secoli. Una ragazzina costretta a testimoniare contro il suo violentatore fa notizia ancora oggi: di qui la nascita del ‘mito’ di Artemisia, alimentato anche da una biografia piuttosto romanzata che uscì nel 1947 a firma di Anna Banti, in parte smentita o almeno ridimensionata da alcune lettere di Artemisia stessa ritrovate di recente.

Artemisia Gentileschi, Giuditta taglia la testa a Oloferne

In ogni caso, dalla violenza subita in giovane età al seguente matrimonio ‘riparatore’ con un altro pittore, dal suo ricco amante fiorentino al rapporto burrascoso con il padre e con i fratelli, Artemisia Gentileschi incarnò di sicuro una personalità forte, e non solo in ambito artistico. Protagoniste assolute dei suoi dipinti sono le figure femminili: prese dalla Bibbia (Giuditta, Ester, Susanna, ma anche Maddalena e la Vergine), dalla mitologia (Danae, Aurora, Arianna, Venere) o dalla storia classica (Lucrezia, Cleopatra), hanno ciascuna un vigore e un’individualità propri, che rendono il tratto di Artemisia unico e riconoscibile, benché perfettamente integrato nell’arte pittorica del suo tempo.

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come suonatrice di liuto

Le varie sezioni della mostra aiutano proprio a comprendere come Artemisia sia stata influenzata da altri artisti della sua epoca e come li abbia, a sua volta, ispirati: se dalla bottega del padre Orazio Gentileschi derivò l’attenzione al ritratto, alla figura umana, da Cristofano Allori a Firenze imparò probabilmente l’attenzione alla raffigurazione dei sentimenti, così come da Simon Vouet, che fra l’altro la ritrasse a Roma, prese l’uso del colore. Nelle figure dipinte nel periodo napoletano si nota una fisicità più imponente, secondo i canoni di quella pittura, mentre un’ultima sezione della mostra ci regala un excursus al di fuori del territorio italiano.

Orazio Gentileschi visse infatti gli ultimi anni a Londra, e qui Artemisia lo raggiunse per prendersene cura: a quest’epoca dobbiamo una delle chicche della mostra, ovvero una Cleopatra raffigurata prima del suicidio che, fino a qualche anno fa, era stata interpretata in tutt’altro modo.

Artemisia Gentileschi, Death of Cleopatra

Il viso ispirato che guarda verso l’alto, la luce che lo illumina, il cesto di fiori e frutta come simbolo di sacrificio avevano fatto pensare a una santa ritratta prima del martirio: invece, da un inventario della corte inglese è emersa la descrizione di una Cleopatra di Artemisia Gentileschi che risponde perfettamente a questa immagine. Prova, una volta di più, delle diverse anime della pittura di Artemisia, della sua versatilità e originalità e del fatto che non finisce, mai, di stupirci!

Artemisia Gentileschi, Giaele e Sisara

La mostra Artemisia e il suo tempo è promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. È organizzata con Zètema Progetto Cultura e sarà visitabile a Palazzo Braschi a Roma fino al 7 maggio 2017.
Per tutto il mese di febbraio, ogni giovedì alle ore 17 sarà possibile partecipare a un percorso tematico condotto da un curatore del Museo di Roma.

About Valeria Castrucci

Autrice e regista di programmi televisivi di viaggi, cultura, intrattenimento; documentarista, blogger, appassionata di visual storytelling e marketing digitale. Ha collaborato con i canali Marcopolo, Alice, Leonardo, attualmente con la produzione Light History e alcune agenzie di comunicazione.

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