sabato, 29 Febbraio 2020
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Malesia Kuala Lumpur Ipoh tour

Malesia, da Kuala Lumpur a Ipoh: un tour fino al cuore della foresta

Quando torni a casa da un viaggio importante, insieme al bagaglio di nuove esperienze e al cuore colmo di emozioni, porti con te la certezza che nei tuoi ricordi resterà un microcosmo di immagini, sempre meno nitide ma per sempre pronte ad identificare un momento di vita irripetibile. La Malesia per me è stata una destinazione insperata e un sogno realizzato. Le sue sfumature, le evidenti contraddizioni tra grandi città e aree verdi disabitate, le tradizioni e le danze, i sorrisi e la cucina speziata, hanno creato in me un caleidoscopio di impressioni persino difficili da raccontare. In quasi dodici ore di volo, sono giunta quasi dall’altro lato del mondo, per sbarcare nella caotica e modernissima Kuala Lumpur.

Una città che già all’alba vanta un traffico che potrebbe tranquillizzare chi imbottigliato in auto nelle principali città italiane, giura di voler andare a vivere in una destinazione tropicale. Insomma, chi si aspetta che la Malesia sia tutta foreste e mare o aree abitate indietro di decenni rispetto all’Occidente, si sbaglia di grosso. I centri commerciali di Kuala Lumpur sono assolutamente spettacolari e all’interno non solo i brand più famosi al mondo, ma anche i nomi di interessanti stilisti locali. Del resto tra abiti e scarpe, da queste parti, non si può che riempire la valigia, anche perché i prezzi sono convenienti.In merito alle calzature, in particolare, vi consiglio Vincci, con le sue mille proposte per tutti i gusti e le esigenze. A dominare su tutto le Torri Petronas, che fanno girar la testa non solo a vederle dal basso, ma anche a visitarle dall’interno con l’ascensore che giunge in pochi secondi fino all’ottantottesimo piano. Imperdibile tra le attrazioni cittadine, ovviamente, il Central Market, perfetto per chi cerca prodotti d’artigianato o anche dei tessuti realizzati in tale tratto di mondo.

Un’altra città da tenere in considerazione e veramente speciale, è Putrajaya, che non è molto distante da Kuala Lumpur ed è stata progettata con il preciso obiettivo di essere un centro abitato cibernetico. E’ sede del nuovo Governo Federale ed è un perfetto mix tra aree verdi, laghi e architettura moderna. Si potrebbe definire una città giardino.

Chi visita la Malesia, di solito, non si perde la ben nota Malacca e magari anche un giro in battello, alla scoperta delle aree più nascoste della città e di antichi quanto artistici murales. L’escursione dura 45 minuti e il costo è di 15 Rm. Qui però c’è un tempio che non bisogna assolutamente dimenticare di vedere che è quello di Cheng Hoon Teng che risale al 1646. Curioso il significato del nome che è “Tempio delle nuvole sempreverdi”. Il visitatore nota un gigantesco portone in legno e il tetto dalle tipiche decorazioni mitologiche cinesi in vetro e porcellana. Non appena entrati si osservano subito tre altari che sono dedicati alle diverse religioni. Uno è per il buddhismo, l’altro per il confucianesimo e l’altro ancora per il taoismo. Divertente in quasi tutte le città, Malacca in testa, il giro in risciò. Alcuni sono davvero stravaganti, a cominciare da quelli dedicati ad Hello Kitty.

Il mio itinerario ha raggiunto, poi, la foresta ma prima siamo passati da Bukit Merah, scegliendo di prendere la barca per fermarci con i miei compagni di tour nella minuscola isola dove vengono curati e riabilitati gli orangotanghi. Peccato solo che una forte pioggia, ci abbia impedito di vederli a lungo, fuori dai loro “lettini” preparati all’interno dagli esperti che se ne occupano. Uno degli obiettivi del giro era quello di trovare la rafflesia. Missione riuscita quando mi sono diretta al Belum Rainforest e dopo un percorso in barca, ho iniziato ad incamminarmi verso l’interno, tra vegetazione fitta e alberi secolari. Lì, c’era questa specie floreale rara, quando particolare. Non molto distante, ho concluso la mia giornata facendo amicizia con la tribù degli Orang Asli, gli aborigeni che vivono da tempo nell’area, su un tratto di terra emersa circoscritto, tanto da dare spazio a piccoli nuclei familiari. Vivono di pesca e raramente si allontanano, soprattutto le donne. Per concludere, ho raggiunto Ipoh, capitale dello stato di Perak,a 200 chilometri da Kuala Lumpur con i suoi fiori e le bouganvillae, per le quali è nota. Al ritorno, immancabile la sosta a Selangor, con le Batu Caves, le grotte calcaree che si raggiungono dopo aver superato 272 gradini, tra scimmie litigiose e tanti fedeli in giro tra i templi.

Itinerario consigliato:

  • Kuala Lumpur
  • Putrajaya
  • Melaka/Malacca
  • Bukit Merah Semanggol Urang Utan Island
  • Belum Rainforest
  • Ipoh
  • Selangor

Tour Malesia Kuala Lumpur Ipoh

About Francesca Spanò

Giornalista, Autrice Televisiva e Travel Writer. Ha iniziato scrivendo per il giornale L'Ora, la Sicilia, il Giornale di Sicilia per poi approdare a Sky, dove si è dedicata principalmente alla ideazione, scrittura e realizzazione di documentari di viaggio. Nel mondo del web è arrivata nel 2009. Da allora è stata blog manager di goolliver.com, mondoviaggiblog.com, viaggifantastici.com. Collabora con il Messaggero Viaggi, Expedia, Travelglobe, Neos Air-Alpitour, Elle, Confidenze e Starbene. Per National Geographic (White Star), è stata tra le autrici del libro "Viaggi nella natura Straordinaria - 53 destinazioni che toccano l'anima" raccontando di Thailandia, Messico e Colombia.

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